venerdì 16 febbraio 2018

Lettera a Malacoda

Caro Malacoda,
leggo con una certa gioia che il tuo assistito sia stato colto da problemi di salute. La malattia, se usata bene, può portare tante anime al dominio del nostro Padre Laggiù, quindi ti invito a colpire ora con forza. Il nostro Nemico ha riempito la mente degli uomini su come affrontare le malattie, in questi momenti gli ricorda che il Nazareno è morto in croce e resuscitato dopo tre giorni, che le sofferenze possono essere vissute con speranza. Per questo ti consiglio di far leva su due fulcri per accelerare la perdizione del tuo cliente.
Il consiglio che ti do, caro nipote, e di far concentrare la sua attenzione sulla croce. un amico pugliese del nostro Nemico un giorno ricordò alle persone che la Croce è solo una una collocazione provvisoria. Se ti impegni, e non perdi tempo con le tue fantasie intellettuali, potrai far dimenticare al tuo assistito questa grande sconfitta del nostro Padre Laggiù. Fai concentrare la sua attenzione solo sul dolore allontanandolo dai suoi affetti, dalle sue letture e, nel momento di solitudine che proverà nel sentirsi malato e sconfitto, si creerà un vuoto che tu potrai riempire con tutto quello che vuoi: avarizia, lussuria sono solo due esempi di quello che potrai usare per riempire questo vuoto.

mercoledì 17 gennaio 2018

Ester: coraggio e comunità

Le grandi imprese non si fanno da soli ma c'è sempre qualcuno che aiuta a raggiungerle: da soli valiamo una cippa lippa per questo è importante avere una comunità alle spalle che sostenga ogni nostro passo anche solo con la preghiera.
Questo pensiero mi è venuto in mente leggendo il libro di Ester. Infatti, lei chiede aiuto al suo popolo quando si trova in difficoltà; quando il suo sposo, Assuero re di Persia, non la convoca per presentarsi al suo cospetto e, in barba a tutte le regole, lei va dal suo re perché deve chiedergli un favore importante: la salvezza del suo popolo la cui distruzione era stata decretata con l'inganno dal consigliere del re, Amman (ricordiamo che per le leggi persiane se la regina non veniva convocata non poteva presentarsi al cospetto del re).

venerdì 12 gennaio 2018

Dichiarazione d'amore

"Il Calvario è una dichiarazione d'amore", questa frase è stata pronunciata da Terence Hill nella puntata di ieri di Don Matteo, l'ormai famoso prete investigatore della televisione italiana. Non ne sono un fan ma, siccome mia moglie impazzisce per questa serie televisiva (arrivata all'undicesima stagione), ogni tanto mi capita di vederne dei pezzi o, se sono in vena, un'intera puntata. 
Ieri il fato ha voluto che lavorassi fino a tardi, quindi sono arrivato a casa che la puntata stava terminando. Sono arrivato in tempo per ascoltare le parole che ho scritto all'inizio di questo post e ne sono rimasto colpito a tal punto che è da ieri sera che ci penso perché è proprio vero: la strada del Calvario è una dichiarazione d'amore di Gesù per me (e per tutti perché nessuno ne è escluso).

sabato 6 gennaio 2018

Non torneremo da Erode

Non torneremo da Erode. L'avevamo detto, giurato, deciso, scritto sugli striscioni, stampato sulle magliette 13 anni fa a Colonia. 
Il problema è che da Erode ci sono tornata lo stesso centinaia di volte in questi anni. Il problema è che non è sufficiente deciderlo una volta per tutte.
Sono tornata da Erode tutte le volte che ho agito come se non avessi fatto esperienza di Dio nella mia vita. Ci sono ritornata ogni giorno in cui non ho amato. Ci sono tornata tutte le volte in cui ho pensato che la mia vita posso gestirla come mi pare. Ci torno ogni istante in cui vivo secondo i miei tempi e le mie modalità e non lascio fare ai tempi e i modi di Dio. Ci torno ogni volta che trasformo il Vangelo in ideologia, che lo piego alle interpretazioni che mi fanno comodo, che mi sento a posto con la coscienza per averlo applicato come un "compito per casa". Invece il Vangelo, Gesù, non sono un compito per casa, sono un'esperienza viva e vitale. Non possono farti sentire comoda, devono scomodare, devono farti stancare, sudare, lottare. Come disse una volta un mio amico, se non ti fa fatica vuol dire che non stai amando.
Caro Erode mi freghi ogni volta. Ma credere che Gesù è risorto significa questo, che tutto nella mia vita può risorgere, che tornare per un'altra strada è sempre possibile. Già da questo istante.

mercoledì 27 dicembre 2017

Gloriosi misteri

Gloria di chi ha sofferto,
di chi sa che resurrezione arriva.
Speranza di vita eterna
che vince ogni paura.
Gloria elevata al Cielo,
di chi va in Alto senza temere,
di chi benedice con Amore
chi con Amore lo segue.
Gloria dello Spirito
rombo tuonante
porta calore a chi lo ha atteso
spingendo fuori dalle porte.
Gloria di chi muore in Cristo,

martedì 26 dicembre 2017

Fammi essere Presepe

Fammi essere mangiatoia:
per accoglierTi comodo
con la mia povertà.
Fammi essere bue e asinello:
che ogni mio respiro
sia inno di lode a te.
Fammi essere pastore:
la mia povertà ti riconosca gioiosa,
portando in dono quello che sono.
Fammi essere angioletto:
per annunziare al mondo
la gioia dell'Incarnazione.
Fammi essere Giuseppe:

venerdì 22 dicembre 2017

Luminosi misteri

Luce di chi si mostra,
di chi inizia il suo viaggio
mostrandosi al mondo
come figlio diletto.
Il Padre non deluso
Lo elegge e lo eregge.
Luce della festa
che ricorda la nostra vocazione.
Gioia nei cuori,
non tristezza manifesta
che allontana il cuore dalla Fonte.
Luce nei volti
di chi porta al Mondo 
una Parola di vita,
di chi invita a reale conversione:
cuore, mente e corpo.
Luce divina che si mostra a pochi
per arrivare ai tanti.
Bianche vesti ci regala