venerdì 25 maggio 2018

Riflessioni in tangenziale

Un mio amico, una volta, mi aveva detto che uno dei più grandi atti d'amore è quello di dare la precedenza ad automobilista anche quando egli non ce l'ha. Ed ha ragione. Certo, il mio amico non invita a bloccare un'autostrada per dare la precedenza a tutti quelli che la imboccano ma invita ad avere nel cuore tutti quelli che, anche brevemente, si incontrano.
Per questo motivo, l'altro giorno, avendo a mente questa massima ho dato la precedenza ad uno che, in verità, la precedenza l'aveva conquistata con prepotenza e, dopo una piccola clacsonata, il tizio mi ha chiesto scusa alzando la mano (gesto che possono capire solo gli automobilisti) almeno quattro volte. Si vedeva che il tizio, forse, era mortificato e mi sono rallegrato perché questi sono gesti che mi fanno riconciliare con questo mondo dove tutti vogliono avere per forza ragione.

martedì 22 maggio 2018

Il tempo della preghiera

Ci sono riuscito, anzi, ci sto riuscendo: sto pregando il rosario tutti i giorni. Tuttavia, non scrivo questo breve post per vantarmi di questa cosa (ai più può interessare una cippa lippa) ma per condividere che quando vogliamo trovare il tempo per pregare lo troviamo.
Ho sempre pregato il Rosario ma non con una continuità quotidiana, "non ho tempo e non ce la faccio" era questa la scusa che mi trovavo. Poi, con un fioretto quaresimale nel quale mi sono promesso di pregare la coroncina tutti i giorni, ho visto che il tempo si trovava e non solo nei ritagli di giornata "morti" (tipo mentre guido) o mentre faccio altre cose. Riuscivo a trovare spazi di tempo (basta una ventina di minuti) in cui dedicarmi a questa pratica salvifica. Ecco che trovavo il tempo di sedermi, mettermi comodo e pregare magari togliendo il tempo ad una puntata di una serie TV. Mi sono reso conto che il tempo c'è e c'è sempre stato solo che io non volevo usarlo in questo modo.
Da tempo il fioretto quaresimale è finito (è finito anche il tempo di Pasqua) ma riesco ancora a tenere il ritmo di preghiera giusto. Ho trovato il mio tempo della preghiera in cui posso dedicarmi anima e corpo per recitare le mie cinquanta Ave Maria.

venerdì 4 maggio 2018

Pietra angolare di un palazzo "sgarrupato"

Una volta un sacerdote napoletano, p. Antonio Petrone OMI, disse a un gruppo di ragazzi (naturalmente io ero tra loro) che Dio ci ama anche se siamo "sgarrupati" (non ricordo le parole precise ma il senso era questo). Per chi non conoscesse il napoletano, la parola "sgarrupato" indica un edificio che è in decadenza, malmesso e spesso abbandonato da tutti ma che, tuttavia, resta lì, fermo immobile e cadrebbe solo se qualcuno lo abbattesse.
Quante volte mi sento un palazzo sgarrupato, un edificio rigido e decadente. Nonostante tutto, resto fermo, non crollo, perché Dio mi vuole bene a tal punto da mettere il Figlio come "Pietra Angolare" (Mt 21,23) del palazzo della mia vita; da donarsi come essenza del mio restare in piedi. Se Lui non facesse parte della mia vita credo che crollerei e di me non resterebbe che un rudere. Spero di riuscire a riconoscere sempre questo supporto d'amore nella mia vita per potermi donare, a mia volta, come aiuto per gli altri.

martedì 1 maggio 2018

Giuseppe lavoratore

Ramo dell'albero reale,
luce che splende sui patriarchi.
Sposo della Madre del tuo Creatore
la custodisti in casta volontà.
Nutristi il Figlio di Dio,
lo difendesti da morte certa.
Giustizia ti distingue,
Castità ti rappresenta,
Prudenza ti accompagna,
Obbedienza ti rende fedele.
Nel tuo volto si rispecchia la pazienza,
nell'umile lavoro amasti povertà
e onestà trova in te un porto sicuro.
Per le famiglie in difficoltà sei esempio.
Custode di chi offre anima e corpo
alla causa del Messia.
Non lasci soli i sofferenti e i miseri,
malati e moribondi trovano in te conforto.

domenica 8 aprile 2018

Resurrezione

Da donna scoperta
e creduta da chi in vita ti ha amato,
da chi in Passione ti ha seguito
e, tenendole la mano,
adottò tua Madre come sua.
Da donna scoperta
nuova vita che tale non è.
Incredula realtà
che i cattivi non vedono:
troppo legati alla croce.
Da donna scoperta
le sue lacrime appannano gli occhi
non riconosce la Salvezza
che le apre lo sguardo
chiamandola per nome.
Da donna scoperta
e donata a chi scappa,
a chi per paura non ti riconosce
ma che ti invita ad entrare

sabato 31 marzo 2018

Come bambino

Come bambino
sei coccolato, unto
accarezzato e lavato.
Il tuo corpo è curato da altri.
Come bambino
Tua Madre è lì
e un altro Giuseppe ti accompagna.
Con mano tesa ti adagiano.
Come bambino
su grembo di donna
il tuo corpo riposa
ma di fredda pietra è il tuo giaciglio.
Come bambino
sei nudo
e umana innocenza è con te.
Occhi chiusi ma cuore aperto.
Come bambino
Ti fidi di filiale speranza
di tornare con i tuoi
e ricordare che ci hai redento.